Month: Novembre 2018

Pietro Montalbetti, Amazzonia Io mi fermo qui

“Amazzonia – Io mi fermo qui (viaggio in solitaria tra i popoli invisibili)” di Pietruccio Montalbetti

Quando un cantautore famoso a livello internazionale non si accontenta di adagiarsi sugli allori del successo, bensì è divorato dalla brama di conoscere, di esplorare e di mettersi in gioco, è pure in grado di continuare a produrre lavori di elevata caratura artistica, anche in ambiti diversi dalla musica. È il caso di Pietro Montalbetti (meglio conosciuto come Pietruccio), fondatore del celebre gruppo beat italiano Dik Dik, il quale, oltre ad un’invidiabile carriera musicale, può vantare un’interessante attività come scrittore. La sua ultima fatica letteraria, “Amazzonia – Io mi fermo qui (viaggio in solitaria tra i popoli invisibili)”, è un vero e proprio documentario sulle usanze, i costumi e le tradizioni di popoli sconosciuti che vivono nel celebre “polmone della terra” e non solo. È molto più di un libro di narrativa raccontato in prima persona e nemmeno propriamente un romanzo d’avventura: si tratta di un reportage appassionato e dettagliato di un viaggio, realmente intrapreso dallo stesso autore, alla scoperta di gente dimenticata dai media e dal mondo cosiddetto “civilizzato”. Lo stile “giornalistico” di Montalbetti, …

L'amore brucia come zolfo

“L’amore brucia come zolfo”, Lucia Maria Collerone

Dall’amore non si sfugge, soprattutto dalle amare conseguenze di quello che ne è spesso un surrogato, ossia la mera passione. Alcuni accampano scuse dicendo che siamo uomini, fatti di polvere e quindi posseduti dal marchio dell’incontrollabile impulso ad “amare”, altri preferiscono attribuire la colpa ad una predestinazione divina, altri ancora vi si abbandonano per poter trovare in esso un riscatto da un’esistenza molto precaria. Dall’ultimo capolavoro di Lucia Maria Collerone, “L’amore brucia come zolfo” (edito per la collana “Partenogensi”, dicembre 2018), emerge il fatto che chi ama dovrà pure fare i conti con le conseguenze di ciò, ma non solo. È un romanzo di rara bellezza, una pregevole “manifattura” letteraria carica di verità cruda e dal forte impatto emotivo, raccontata con una sensibilità toccante. Ambientato nel periodo dell’unificazione d’Italia, il romanzo è un’accurata “istantanea” sull’amara esistenza che si trascina dietro il povero ceto sociale siciliano, il quale trae sostentamento (molto precario) principalmente dal lavoro in miniera, un’occupazione misera, estenuante e fatta di rischi quotidiani (un giocare a dadi con la vita, più che un lavoro) …

Swingrowers feat. Davide Shorty

Swingrowers feat. Davide Shorty, “Healing Dance”

“Healing dance”, il nuovo videoclip della band Swingrowers con il featuring Davide Shorty, è online su YouTube, eccolo: https://youtu.be/ojHHcBBHdJk “Il brano porta con sé un messaggio di speranza – racconta la band formata da Roberto Costa aka Pisk (producer), Loredana Grimaudo (cantante, autrice), Alessio Costagliola (chitarra) e Ciro Pusateri (sassofono) -. Un invito ad andare oltre l’odio, l’indifferenza dei potenti, il grigiore di vite sospese nel nulla. E trovare del tempo, di qualità, per se stessi. Fermarsi in mezzo al caos è diventata una sfida quotidiana. E la danza della guarigione viene in soccorso come rito catartico, per rompere i confini di una vita passiva. La danza unisce, sin dall’antichità, oltre le ideologie, oltre le religioni. Ma il cambiamento va scelto e perseguito con coraggio. La collaborazione con Davide Shorty regala carattere e identità forti. Merito di una scrittura istintiva e viscerale e della sua singolare capacità di fondere le melodie al rap”. Per questo video gli Swingrowers e la label Freshly Squeezed Music decidono di affidarsi ad una produzione tutta made in Sicily: una …

Chiara Ragnini “In ogni angolo del mondo”

Il 2017 sembra proprio essere l’anno di grazia per il ritorno del shynt-pop e delle sonorità elettroniche. Ci sarebbero molti nomi da citare di artisti italiani che hanno riscoperto il sound di sintetizzatori, campionatori, tastiere elettroniche ed altre diavolerie della nostra era. Ma la peculiarità della musica di Chiara Ragnini, cantautrice genovese molto apprezzata da critica e pubblico, è quella di saper fondere suoni elettronici con gli stilemi della canzone d’autore italiana più tradizionale (soprattutto con un occhio di riguardo per la celebre scuola cantautorale genovese). Forte di due album che hanno incontrato il consenso di critica e pubblico, “Il giardino di rose” (2011) e “La differenza” (2017), nonché di una lunghissima ed invidiabile lista di riconoscimenti e premi (Premio Sergio Endrigo e Premio miglior autore ai Sanremo music awards del 2010, Premio migliore autore al Festival di Pieve e vincitrice del Wilkinson sound nel 2012 con conseguente diretta radiovisiva su RTL 102.5, vincitrice del contest “InediTO” a Prime Colline di Torino col singolo “Colpo di pistola” e del Premio Lunezia 2014 con il brano …

Adriano Formoso

Adriano Formoso “Meditazione motivazionale cantata”

Se il pop progressivo che caratterizzò gli anni ’70 ebbe il coraggio di cambiare la musica da mera forma di svago a cibo per la mente, ad Adriano Formoso va il merito di aver trasformato l’espressione musicale sotto forma di canzone in un ausilio psicologico utile e terapeutico. Qui non siamo di fronte a new age vera e propria, in quanto la musica di Formoso mantiene la forma di canzone, bensì è una fusione tra canzone d’autore e suoni che inducono il rilassamento. Adriano è l’inventore di una nuova disciplina, la Neuropsicofonia, basata sullo studio dell’effetto che certe frequenze hanno sul cervello umano, e il brano “Meditazione motivazionale cantata”, tratto dal suo ultimo lavoro discografico “Nascere a tempo di rock” (Nuovi autori riuniti NAR, 2018), è uno dei frutti maturi della sua personale concezione di musicoterapia. Dopo aver debuttato all’Ariston di Sanremo con l’album “Obiezioni di coscienza” (uscito per l’etichetta RTI music e arrangiato da Patrick Djivas della PFM) e dopo aver sfornato il suo secondo lavoro “Cosa suona il mondo” (Columbia Sony music), Formoso, …

Bellatrix, La baia degli angeli

Bellatrix “La baia degli angeli”

Dev’essere un dono speciale quello di saper trasformare il dolore e lo smarrimento in arte. C’è chi lo sa fare in modo sommesso ed elegante ed è proprio il caso di Bellatrix con “La baia degli angeli”. Bellatrix è un progetto nato per mettere in musica e parole le viscerali emozioni di Franco Vietti, batterista dal solido background (ha suonato in formazioni jazz-fusion quali Estrema e Artic Circle e a fianco di grandi nomi quali Roberto Guarino, già con Samuele Bersani e Stadio, e Lucio Dalla). “La baia degli angeli”, brano di cui Vietti ha scritto testo e musica, è stato prodotto da Guido Guglielmetti (noto musicista italiano e produttore artistico di De Gregori) presso PSR studio di Perevagno e cantato da Simone Nadalin, front man dei DeaSonora. Uscita sulla piattaforma Youtube il 12 ottobre 2018, la canzone è tipicamente italiana d’autore, sullo stile dei grandi cantautori intimisti e appassionati che iniziarono a brillare durante gli anni ’70 (decade d’oro per il cantautorato nostrano), con riferimenti non troppo velati a Ivano Fossati e Eugenio Finardi. …