Month: Luglio 2020

“Amelia” di Maria Clausi

Esistono libri che terminano una volta arrivati alla fine della lettura e altri che continuano anche dopo averli chiusi e riposti sullo scaffale. “Amelia” (PAV edizioni) di Maria Clausi appartiene alla seconda categoria. Si tratta di un romanzo veritiero e struggente, talvolta crudo nella realtà dei fatti, un lavoro che raccoglie in un’unica esperienza narrativa tematiche importanti come l’aborto, i traumi infantili, l’emarginazione, i clichè di una società perbenista e piena di “scheletri nell’armadio”, l’esistenza di Dio e, soprattutto, l’amore mancato, mendicato e troppo spesso negato. Amelia è una ragazza che si guarda allo specchio e si trova continuamente mancante, sgradevole, mai all’altezza. Nella sua ossessiva ricerca d’amore, incontra troppo presto la cruda realtà di chi approfitta della sua ingenuità. Amelia non può reggere il confronto con la sorella Isabella, modello “perfetto” di bellezza, estroversione e successo sociale. Agli occhi della gente non è nemmeno all’altezza della pseudoamica Stefania. La verità è che Amelia vola ben al di sopra di certi “bei manichini da vetrina sociale” e, talvolta, lei stessa lo ammette. Ma non può …

“Chissà se al Liga fischiarono le orecchie” di Anna Pasquini

Questa “nostalgia canaglia” che ci porta a perderci nei meandri dei ricordi di gioventù! Si potrebbe riassumere un po’ così il senso del romanzo breve di Anna Pasquini, un piccolo capolavoro di immediatezza e freschezza narrativa. Già dal titolo si intuisce il contesto adolescenziale nel quale si svolge il percorso narrativo dei fatti, un breve, intenso e nostalgico viaggio attraverso gli anni ’90 dei giovani liceali. Per i quarantenni come me, la lettura di “Chissà se al Liga fischiarono le orecchie” (Argento vivo edizioni) è un dolcissimo viaggio a ritroso nel tempo, tra banchi di scuola sfatti e imbrattati, tra dediche d’amore sui muri del liceo, con la musica dei Nirvana in cuffia e tanta sublime ingenuità di sogni adolescenziali nascosti nelle tasche di uno zaino Invicta. Il Liceo Glaucone di Roma è l’ambientazione del romanzo. Anna Pasquini narra in prima persona, raccontando avvenimenti e sentimenti che tutti noi abbiamo vissuto: la paura delle interrogazioni, il disagio dell’adolescente e quel suo carattere fragile che si scontra con la forza degli ideali, l’attenzione al look come …