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Bellatrix “La baia degli angeli”


Dev’essere un dono speciale quello di saper trasformare il dolore e lo smarrimento in arte. C’è chi lo sa fare in modo sommesso ed elegante ed è proprio il caso di Bellatrix con “La baia degli angeli”.

Bellatrix è un progetto nato per mettere in musica e parole le viscerali emozioni di Franco Vietti, batterista dal solido background (ha suonato in formazioni jazz-fusion quali Estrema e Artic Circle e a fianco di grandi nomi quali Roberto Guarino, già con Samuele Bersani e Stadio, e Lucio Dalla).

“La baia degli angeli”, brano di cui Vietti ha scritto testo e musica, è stato prodotto da Guido Guglielmetti (noto musicista italiano e produttore artistico di De Gregori) presso PSR studio di Perevagno e cantato da Simone Nadalin, front man dei DeaSonora. Uscita sulla piattaforma Youtube il 12 ottobre 2018, la canzone è tipicamente italiana d’autore, sullo stile dei grandi cantautori intimisti e appassionati che iniziarono a brillare durante gli anni ’70 (decade d’oro per il cantautorato nostrano), con riferimenti non troppo velati a Ivano Fossati e Eugenio Finardi.

Impeccabile negli arrangiamenti in stile ambient, il tessuto sonoro è sostanzialmente fatto di un piano malinconico ed abissale, sottolineato da echi di chitarra trattata (probabilmente registrata al contrario) e da un ipnotico basso fretless, il tutto scandito da una sezione ritmica solenne ed essenziale che accompagna un miscuglio di suoni seducente e meditativo. C’è posto per un suggestivo staccato d’archi (campionato o reale non importa!) che contribuisce a creare nella mente dell’ascoltatore immagini di ampi spazi aperti, infiniti e impalpabili, come l’orizzonte.

La melodia cantata e le soluzioni armoniche, decisamente più convenzionali rispetto agli arrangiamenti, sembrano voler proprio assecondare questi ultimi, originali e di ampio respiro.

Il testo è molto efficace ed evocativo nel descrivere le due facce dello stesso cuore, fatto di volubilità (“una rosa sul mare che non ascolta le correnti e si lascia trasportare”) e determinazione (“una vela che viaggia sul mare, la sua rotta è decisa, spacca le onde tutte di fronte”). È la splendida metafora di un padre e di sua figlia in un rapporto conflittuale, di uno scontro tra certezze ed incertezze che trova pace in una sommessa confessione: “anima mia, anima mia, così irrequieta da volare via, se solo ti avessi abbracciato più forte, se solo ti avessi ascoltato più forte saresti con me…

Lo splendido video che accompagna il brano (regia di Alessandro Stevanon), dipinge coerentemente il distacco emotivo di padre e figlia, l’uno che si lascia alle spalle una casa piena di ricordi con in mano soltanto una valigia di rimorsi e “barchette di carta”, e l’altra che “si asciuga le ferite” al tepore di un tiepido sole che si riflette sul mare. Le due “parti dello stesso cuore” non sono irreparabilmente lontane e, nel loro rispettivo allontanarsi, si riuniscono, lasciando “in riva al mare” le ferite e una “valigia di rimpianti”.

Grazie al progetto Bellatrix, Franco Vietti è stato in grado di regalarci un’efficace poesia in musica, affrontando una problematica tanto comune quanto emotivamente gravosa (il rapporto conflittuale tra genitore e figlio), affrontandola in modo gradevole e raffinato e, soprattutto, lanciando un bellissimo messaggio: nonostante tutto, le due parti dello stesso cuore non possono fare a meno l’una dell’altra.

A cura di Filippo Bombonato

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