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“Che ci amino gli altri”, Alessio Creatura

Se volete ascoltare un album originale, ispirato e sapientemente arrangiato, “Che ci amino gli altri” di Alessio Creatura è sicuramente quello che fa per voi.
Nel suo secondo album (2016), Alessio è accompagnato da grandi nomi del panorama musicale italiano, quali Pippo Guarnera (organo Hammond), Massimo Tagliata (fisarmonica), Manuela Cortesi (corista), Max Corona (chitarre), Federico Mecozzi (violinista e polistrumentista), Tommy Graziani, Fabio Sartoni e Dario Ciccioni (batteria).

“Scrivi sopra un foglio le parole di una vita mai vissuta, di una vita mai creduta” è un’affermazione commovente nella sua amara verità. In “Cerco trasparenza” si anela al desiderio di far chiarezza dentro se stessi, ripulendo la propria anima dai cliché che ne hanno ucciso l’autenticità e la trasparenza. “Uscirò dal labirinto che c’è in me” canta speranzoso Alessio Creatura, sicuro di poter ritrovare, prima o poi, il suo io autentico.

“Lolita” è una traccia molto bella, articolata nella sezione ritmica e nelle soluzioni armoniche. I cori del ritornello sono meravigliosi e il nome di quella dolce “bimba che poi donna non è” ti si stampa in testa. C’è spazio per una coscienza che parla a se stessa in modo aperto e per arrangiamenti sublimi. Ad un certo punto, a spazzare via tutto c’è il maestoso organo Hammond di Pippo Guarnera (Ligabue, Nannini, Stadio, Timoria). Forse il brano migliore dell’intero album, dopo “La ballata di (cir)Costanza”, ovviamente.

“Dici di non pretendere” urla un secco “no” a chi chiede molto ma non dà niente in cambio. È caratterizzato da un arrangiamento possente e accattivante: controcanti molto efficaci, un tappeto orchestrale di grande effetto e un sound decisamente più rock rispetto agli altri brani, merito pure di un chitarrista dal background invidiabile come Max Corona (Dalla, Gazzé, Morandi, Nek, Renga, Berté).

“Che ci amino gli altri” è una canzone che racchiude molta verità, amara, ma comunque sempre verità. C’è pure un crescendo orchestrale di grande effetto e, ancora una volta, cori suggestivi.

“Non sono più lo stesso” è una traccia meravigliosa nelle sonorità soul e R’n’B. Vi trovano posto cori da pelle d’oca in stile gospel, grazie all’inconfondibile voce di Manuela Cortesi (corista di Celentano, Ramazzotti, Pausini, Dalla e De Gregori), un’intrigante linea di basso e  fraseggi chitarristi che riportano l’ascoltatore al delta del Mississippi.

“Come si cresce” è una canzone decisamente più convenzionale. Di grande effetto i cori che abbelliscono il ritornello. “Crescere vuol dire riascoltare quella canzone che oggi più non è” è una frase che sintetizza cosa significa ‘crescere’, ossia non dimenticare il passato per non ripetere gli stessi errori. Ciò nonostante non c’è una formula uguale per tutti per poter crescere, e questo lascia spazio ad incertezze e punti interrogativi esistenziali che trovano posto nel brano.“Siamo persone che non si fidano mai e che vivono di un amore che non ricambiano mai” sono parole, spesso, tristemente vere.

C’è rabbia e amarezza nel brano “Ti porto rancore”, cantate però con un entusiasmo liberatorio. Essere derubati dell’amore è cosa difficile da digerire. “Quello che provavo io è quello che hai venduto tu” è la frase che riassume il perché Alessio porta rancore. Nonostante la tematica amara, il brano è un pop melodico orecchiabile dalle vibrazioni positive.

In “Grazie al cielo” l’approccio vocale di Creatura è carico di passione, urlato e sussurrato, vibrante come un brivido lungo la schiena. Il brano è una ballata acustica cantata col cuore. “Sei il mio cielo, grazie al cielo” è una buona frase ad effetto.

Un brano sorprendentemente suggestivo è “La ballata di (cir)Costanza”. Poesia in rima da menestrello medievale cantata su di un tappeto sonoro d’altri tempi, fatto di flauti, violini e clavicembalo. La voce di Alessio è vibrante e passionale e la sua interpretazione canora è accorata, direi quasi teatrale. Angelo Branduardi andrebbe sicuramente fiero di un brano così bello.

Bellissima la versione acustica del brano che dà titolo all’album, direi struggente. Un pianoforte, la meravigliosa fisarmonica di Massimo Tagliata (Antonacci) e l’appassionata voce di Alessio è tutto ciò che basta per farne una canzone dal forte impatto emotivo.

“Che ci amino gli altri” è un album che ha dato ad Alessio Creatura molte soddisfazioni, dandogli la possibilità di fare da apripista ai concerti di Roberto Vecchioni, Riccardo Fogli e i Nomadi. Non poco, direi! Obiettivamente è un album di godibile ispirazione, arrangiato con la meticolosità di un giardiniere giapponese, appassionato ed originale.

A cura di Filippo Bombonato

Tracklist:
1) Cerco trasparenza (new version)
2) Lolita
3) Dici di non pretendere
4) Che ci amino gli altri
5) Non sono più lo stesso
6) Come si cresce
7) Ti porto rancore
8) Grazie al cielo
9) La ballata di (cir)Costanza
10) Che ci amino gli altri (acoustic version)

Contatti e link di Alessio Creatura:
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