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“Cose difficili”

Cose Difficili

Ph. Cecilia Vaccari

Il 2019 è l’anno di grazia per la band calabrese “Cose difficili”, è uscito il 12 aprile il loro EP di esordio dal titolo omonimo. Si tratta di una playlist di cinque brani di R’n’B all’italiana nel quale i suoni elettronici imperversano. La band è frutto dell’incontro avvenuto nel 2017 tra il cantautore Mattia Tenuta e il dj/producer Giuseppe Rimini, ai quali si aggiunge, in seguito, il bassista funky Mario D’Ambrosio. Incontri non di certo casuali. In “Cose difficili” ci sono molte citazioni, riferimenti e tributi sia a “mostri sacri” del R’n’B e del funk americani, come Luther Vandross e Curtis Mayfield che ad esponenti nostrani degli stessi generi quali Ainé e Serena Brancale.

L’EP apre con “Favola di plastica”, un brano nusoul e funk forte di una sezione ritimica elettronica efficace ed accattivante. La voce di Tenuta è di impostazione decisamente esterofila e ricorda cantanti italiani anch’essi che guardano oltre oceano quali Alex Baroni e Marco Mengoni, con in più una timbrica leggermente nasale che ricorda vagamente quella di Eros Ramazzotti. Il basso di D’Ambrosio incalza possente. C’è pure spazio per elementi noise e per cori seducenti.

In “Se fossi tu” i toni si fanno synth pop anni ’80-‘90, sapientemente mischiati ad elementi funky e dance. Padroneggiano i suoni elettronici i quali incorniciano un ritornello che resta e difficilmente se ne va. Tears for fears, Simple Minds e Level 42 andrebbero fieri di un brano come questo.

Cose Difficili“È tempo” è il singolo radiofonico che ha anticipato l’uscita dell’extendend playing, brano accompagnato da un videoclip amatoriale pieno zeppo di clichè: un’istantanea sulla nostra società e sulle sue tendenze. Il messaggio lanciato è che è “tempo di pensare al tempo” che manca, sfuggevole e inesorabilmente in movimento.

“Tutto semplice” tende più all’hip-hop che al R’n’B. Ci sono momenti di distensione affascinanti alternati ad altri più ritmati. Anche qui le sonorità elettroniche prevalgono, ma c’è pure posto per un’ammagliante sezione di fiati.

Sonorità tecno, dubstep e comunque di musica elettronica caratterizzano il brano di chiusura dell’Ep, ossia “Ora che sono qui”.

Sintetizzatori, campionatori e interfacce digitali stanno spazzando via il suono acustico dei generi musicali che hanno preceduto l’avvento del digitale e “Cose difficili” ne è la prova, nonché Ep rappresentativo di tale cambio inesorabile di rotta. Il gruppo ha messo a segno una fatica discografica che soddisferà appieno i gusti delle nuove generazioni, regalando sonorità elettroniche non certo innovative bensì accattivanti e molto radiofoniche.

A cura di Filippo Bombonato

Facebook: https://www.facebook.com/cosedifficiliofficial/

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