artisti, Space Stars
Leave a comment

Due chiacchiere con la talentuosa scrittrice Elisa Mura

Ciao Elisa, come stai?
Ciao Filippo, abbastanza bene, mi bevo una tazza di tè, mi rilassa.

Per me è un grande piacere poter intervistare una scrittrice di grande talento come te. Basta dare un’occhiata alle recensioni di chi ha letto i tuoi libri per capire che ti stai costruendo un seguito di fan che ti amano molto. Vorrei iniziare facendoti una domanda un po’ scomoda: come reagisci alle critiche negative o ad un’eventuale recensione non del tutto favorevole?
Ci rimango male se non sono capita, più che altro, ma è normale che non si può piacere a tutti, eppure se mi dicono: “è brutto” sono portata a crederci, poi però ci passo sopra e vado avanti. Per me la scrittura è molto personale, ma sono ben accetti i consigli e le critiche costruttive.

Personalmente, ho trovato il tuo primo romanzo, “Le anime pure-Southfield park”, un esordio sorprendente. Come pianifichi la stesura di un tuo lavoro? Butti giù uno schema dettagliato dell’intera ossatura del romanzo o inizi a lavorare su alcune idee di base affidandoti all’ispirazione del momento?
Ti ringrazio per i complimenti. Non progetto mai inizialmente, attendo che l’ispirazione mi invada la mente, che i personaggi si facciano vivi e mi tormentino, dopodiché faccio ricerche, se servono, e mi lascio guidare dall’istinto e dalle idee che mi si affacciano nella testolina. Non so perché, gli schemi non li seguo mai.

So che non sei una grande lettrice, bensì una divoratrice di libri. Quanti ne leggi, più o meno, in un anno?
Tra i 50 e i 70. Io leggo ovunque, anche mentre mangio. Se non lo faccio, vuol dire che non sto bene.

All’attivo, correggimi se sbaglio, ci sono sei romanzi che portano il tuo nome, ossia “Le anime pure-Southfield park”, “I sogni di Alice”, “Quando s’innamorano i leoni è per sempre”, “Intermezzo”, “Il club delle ossessioni”, “Gli indesiderabili”. A quale di questi sei maggiormente legata e quale consiglieresti a chi vuole approcciarsi al tuo stile narrativo?
Sono legata a tutti, in effetti, ognuno per diversi motivi poiché sono abituata ad assemblare varie tematiche e intrecciare i personaggi mi piace tantissimo. Il mio stile penso si riconosca in tutti e sei, anche se lo devo diversificare a seconda dell’argomento. Più ironico e demenziale ne I sogni di Alice e nei leoni poiché lo richiede, sono nati per quello, più malinconico ne Gli indesiderabili e Intermezzo visto che la trama è più drammatica. Per il club ho usato una via di mezzo.

Di tutti i personaggi che si trovano nella tua opera prima, “Le anime pure”, con quale ti identifichi maggiormente e perchè?
Adele e anche in Louise. Una è la mia solarità, l’altra la mia inquietudine. Edward è la mia figura paterna ideale, come anche Fabian ne Gli indesiderabili nei confronti di Vick. Mi piace il rapporto tra padre e figlio, sarà perché mio padre non c’è più da tempo.

E ne “Il club delle ossessioni” chi saresti? Leila, Damien, Fanny, Ian o Kim?
Ah, io sono Leila. A volte vorrei essere Damien, per la sua libertà, ma non ho il suo coraggio. Non so se farei bungee jumpin.

Quanto c’è del tuo vissuto in ciò che scrivi?
Un pizzico in ognuno, soprattutto in Alice e nel Club. In Alice ho messo un po’ le mie avventure alle elementari, in Leila il bullismo che ho subìto, non così grave però, e il rischio delle sue problematiche col cibo. Nel mio caso, però, l’anoressia era dovuta alla mia malattia.

So che sei un’amante dell’epoca vittoriana. Qual è il classico di quel periodo che ti piacerebbe aver scritto?
Sì, amo la storia inglese, ne vado matta (Anche giapponese ma andrei fuori tema) mi piace il costume dell’epoca vittoriana, ho usato anche il fatto di Jack lo squartatore 😊 ne Le anime pure Jane Eyre o Cime tempestose. Sono affascinanti.

Agli scrittori emergenti, quale tipo di strategie promozionali suggeriresti di utilizzare?
Di non fare la guerra agli altri, semmai bisogna sostenersi a vicenda. Non sono brava nel promuovere, ammetto le mie lacune.

A tuo avviso, come dev’essere il romanzo perfetto?
Forse non esiste la perfezione, l’importante è che un romanzo trasmetta emozioni, sennò non si va da nessuna parte.

Puoi svelarci se al momento stai lavorando ad un nuovo romanzo?
Certo. È la storia di due fratellastri, Cora e Julius, obbligati a vivere insieme in seguito a una promessa e a badare l’una all’altro. Soprattutto sarà Cora a risentirne, sicchè lui è un impossibile.
Ho anche altri progetti, tra cui due fantasy e un altro con ambientazione storica.

Grazie mille, Elisa. Ti auguro di diventare presto una scrittrice del mainstream letterario nazionale e non solo. Te lo meriteresti. Ciao, a presto.
Grazie a te, è stato un piacere.

A cura di Filippo Bombonato

Rispondi