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Francesca Panzacchi ci racconta del suo libro fotografico “D’ombra e di luce”

Ciao Francesca, è uscito da poco il tuo libro fotografico “D’ombra e di luce“, quanto ti rappresentano gli scatti di quest’opera e quale messaggio speri sia colto?
C’è moltissimo di me in questo libro. Ci sono emozioni, stati d’animo e attimi di stupore fermati per sempre e poi rivissuti milioni di volte. Ci sono percorsi fatti di immagini in cui ogni tanto è bello smarrire la strada. C’è la Bellezza che ho tentato di catturare quando me la sono trovata davanti. Per poterla condividere.

Tra gli scatti presenti nel libro a quale ti senti maggiormente legata?
Una scimmia col suo piccolo visti di spalle, seduti l’una accanto all’altro sull’erba. Un’immagine che suscita in me una tenerezza infinita tutte le volte che la guardo.

La tecnica è fondamentale per realizzare ottime immagini, ma conta più quella o è essenziale l’idea?
Io ritengo che entrambe siano fondamentali: l’idea è la risorsa più importante, ciò da cui prende vita l’intero progetto creativo, ma deve essere necessariamente supportata da una buona tecnica.

Quali soggetti prediligi per i tuoi scatti?
Mi piace spaziare dalla fotografia naturalistica ai reportages di viaggio, al ritratto. Persone, luoghi, animali, nuvole, sguardi. Tutto quello che cattura la mia attenzione, che riesce a stupirmi e ad emozionarmi. Come se il vero soggetto delle foto non fosse ciò che si trova dentro al mirino, ma l’emozione stessa che ne scaturisce osservandolo.

Un aneddoto che potresti raccontare legato alla tua esperienza di fotografa.
La scorsa estate, inseguendo uno scoiattolo, ho rischiato un bagno fuori programma in un piccolo lago di montagna.

Che attrezzatura fotografica utilizzi?
Scatto rigorosamente in digitale, con la mia inseparabile CANON che mi segue ovunque.

C’è un fotografo in particolare che ammiri e a cui ti potresti paragonare?
Ci sono molti fotografi che ammiro e ai quali mi ispiro. Ne cito due: Eliott Erwitt, Henri Cartier-Bresson.

Progetti per il futuro?
Tanti. Scrivere, fotografare, forse viaggiare. Riuscire a sorprendermi.
Imminente uno shooting tematico sul Carnevale di Venezia.
E poi continuare a curare la Collana LIGHT della Ciesse Edizioni, collana editoriale che si occupa della pubblicazione di libri fotografici, della quale sono responsabile.

A cura di Elisa Casazza

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