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Intervista a “l’inventore di canzoni” SALVOEMME

“L’inventore di canzoni” è una definizione azzeccata per descrivere SALVOEMME! Talentuoso cantautore italiano e polistrumentista, la sua musica è un originale mix tra “vintage” stile anni ’60-’70 e il più moderno pop. Ho avuto il piacere di porre alcune domande a questo estroso artista per conoscere meglio la sua passione per la musica.

SALVOEMME

Ciao Salvo, benvenuto su SpaceStars!
Raccontaci un po’ di te. Come ti sei avvicinato alla musica e quali artisti hanno segnato la tua crescita musicale?

Ciao amici di Space Stars!
Il senso e lo spirito di quel che faccio si esprime bene nel racconto di un aneddoto che mi piace riportare, quando parlo dei miei primi approcci al mondo della Musica.
Quando avevo circa 10 anni, durante diversi viaggi in macchina fatti in Sicilia con i miei genitori, mi capitava spesso di canticchiare tra me e me delle melodie che inventavo sul momento, quasi sovrappensiero… che ridere!! Mi viene sempre in mente Marcus, il protagonista di “About A Boy”, un romanzo di Nick Hornby… Questa cosa potrebbe sembrare bizzarra, ma quei momenti erano quasi catartici, per me. Credo che si rivelasse spontaneamente il naturale spirito creativo che tutti i bambini possiedono e che per fortuna conservo ancora oggi, anche se allora naturalmente non immaginavo che quella “stramberia” sarebbe diventata il mio lavoro, ovvero comporre musica, ed inventare melodie.
Due artisti su tutti: due autentici mostri sacri (cinque per l’esattezza), hanno segnato, ma ancor più stimolato, la mia crescita musicale; si tratta dei Beatles e di Lucio Battisti.

Ti sei diplomato al C.E.T., scuola di compositori fondata da Mogol, quanto è stato importante per te frequentare questa scuola?
Lucio Battisti ritorna anche in occasione dei corsi che ho frequentato al C.E.T. di Mogol: il primo nel 2006. È un po’ difficile descrivere l’importanza che il C.E.T. ha avuto per me, perché oltre a poter toccare con mano l’esperienza di Battisti, tramite quella diretta che ho fatto con Mogol come maestro, ho conosciuto insegnanti meravigliosi e che amano davvero il “mestiere delle canzoni”: persone che sanno trasmetterti un gusto, ancor prima delle nozioni. Poi c’è stato l’incontro con i miei colleghi corsisti, con molti dei quali si è mantenuto un bellissimo rapporto, umano prima di tutto, a volte anche fraterno. Perché il C.E.T. è un luogo un po’ magico, come un’isola che non c’è, che però esiste davvero.

SALVOEMME

Foto e copertina dell’album © Leda Mariani

“L’ordine delle cose” è il titolo del tuo album d’esordio, quali temi hai voluto affrontare in questo tuo primo lavoro?
Ne “L’ordine delle cose” sono contenuti valori fondamentali, che per me stanno alla base di ogni esperienza: dei modi di vedere il mondo e, non ultimo, delle storie vere. Le mie.
Il concept, rappresentato simbolicamente anche nella copertina del disco, disegnata dalla sapiente mano di Leda Mariani, gioca intrinsecamente con il continuo rimando tra passato e futuro, ma potresti non accorgertene perché, come nella vita, il pensiero e l’ascolto non hanno tempo, se non quello presente (il più importante). Quando prendi una pausa dal pensiero, ecco che le due dimensioni temporali opposte prendono forma: allora le vedi, per il tempo necessario (ognuno ha il suo) e capisci che è l’ordine delle cose, a dare loro un senso. Si tratta del “mio” ordine delle cose, certo, anche se credo che avendo riflettuto sulla parte più intima di me stesso, questa possa incontrare facilmente anche molte altre anime. Affini?! Definite mai! Sempre in evoluzione, con le intenzioni migliori nei confronti di una vita degna di essere vissuta davvero.

Come nascono le tue canzoni? È il testo che viene cucito addosso alla musica o succede il contrario?
Nel mio caso, il 99% delle volte, nasce prima la musica (melodia ed armonia) e solo dopo viene la parte in cui, tecnicamente, inizio a cucire il testo addosso alla melodia. Nel restante 1% dei casi mi è capitato che emergesse una frase melodica con delle parole definitive, vale anche quello, certo, ma non è una regola, almeno per me.

Sei anche compositore di colonne sonore e musica da film. Tra quelle che hai creato c’è una in particolare a cui ti senti maggiormente legato?
Si, una musica che ho composto per un cortometraggio indipendente. Il brano in questione si intitola “Il fantastico cimitero dei cani” e si tratta di un luogo realmente esistente, che si trova all’interno della villa del poeta Lucio Piccolo di Calanovella, nel mio paese d’origine, in Sicilia. Il cimitero dei cani è un piccolo posto aperto al pubblico, un luogo ricco di mistero, misto a dolcezza, che mi ricorda momenti e aspetti magici della mia infanzia.

I tuoi prossimi progetti?
Sto già registrando delle cose nuove con il mio insostituibile produttore artistico, Roberto La Fauci de La Forge Creative Chambers.
Sto anche lavorando alla pace nel mondo e al mantenimento di quella dentro di me.
Continuerò con questo obiettivo, credo. Tra un piccolo traguardo e un altro, scriverò canzoni nuove e cercherò di essere felice.

Grazie Salvo della disponibilità per questa intervista.
Grazie mille e alla prossima (tanto ormai sappiamo dove trovarci!). Un abbraccio.

A cura di Elisa Casazza

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