artisti
Leave a comment

Intervista alla “romantica” Simona Mendo

Simona MendoOggi ho avuto il piacere di intervistare un’appassionata e talentuosa scrittrice di narrativa romance, ossia quella “inguaribile romantica” di Simona Mendo.

Ciao Simona, come stai?
Filippo, grazie per l’invito! Sto molto bene, grazie, è un periodo di grande gioia…

Finalmente siamo riusciti ad “averti” per un’intervista. Sappiamo che sei molto impegnata con la promozione del tuo ultimo romanzo “L’arcobaleno lunare” e che sei pure una mamma oltre che una scrittrice, il che rende il tuo un po’ più complicato. Raccontaci, come sta andando con la tua ultima fatica letteraria?
Sta andando molto bene perché, a prescindere dalle classifiche di vendita, ho ottimi riscontri dai lettori e dai blog, che mi sommergono di critiche molto positive!

Puoi vantare recensioni più che soddisfacenti, sia riguardo al tuo romanzo precedente, “Quel bacio al chiar di luna” che riguardo a “L’arcobaleno lunare”. Quanto sono importanti per te i feedback positivi che ricevi da chi legge i tuoi romanzi e quanto contribuiscono a far sì che tu dia il meglio di te stessa?
Premetto che io scrivo, da quando avevo vent’anni, principalmente per me stessa. Negli anni ho scritto tre romanzi, perché scrivere mi fa stare bene, e poi un giorno ho deciso di condividerli con altri lettori, un po’ per mettermi in gioco, un po’ per commuovere e colpire al cuore. O almeno è quello che spero. I feedback positivi mi riempiono di gioia, perché sapere che le mie parole lasciano il segno è impagabile.

L'arcobaleno lunare, Simona MendoEmerge chiaramente dai tuoi lavori, catalogabili nel genere “romance”, che sei, per l’appunto, un’inguaribile romantica, come diceva Vasco. Quanto c’è delle tue esperienze personali in ciò che scrivi?
È vero, amo molto le storie romantiche, con un pizzico – anzi, oserei dire una vagonata – di tormento. Nei miei romanzi affronto anche temi molto delicati, come la malattia, l’aborto, la violenza… non lo faccio né per creare scalpore né per seguire una qualsivoglia moda, lo faccio perché sono temi che mi hanno toccato da vicino e hanno lasciato un segno indelebile nel mio cuore. Parlarne, raccontarli, con delicatezza e rispetto, è il mio modo per riuscire a metabolizzarli.

Hai più soddisfazioni economiche dalla vendita dei cartacei o dei formati elettronici?
Premetto che le entrate economiche sono veramente esigue, anche perché io investo molto in pubblicità – creando gadgets da regalare, magliette stampate, adesivi per la mia automobile – però sono felice di chiudere in pari. Per un’autrice esordiente come me, è già un ottimo risultato. Comunque, per rispondere alla tua domanda, gli ebook battono il cartaceo 10 a 1, o forse anche di più!

Quanto ci metti, in genere, a scrivere un romanzo?
Ci metto una vita! Se tieni conto che in 21 anni ho scritto tre romanzi, a tempo perso, si fa presto a fare i conti: un romanzo ogni sette anni! L’estate scorsa, però, ho iniziato la stesura di un nuovo romanzo e per fortuna mi sono sbrigata abbastanza, tanto da scriverne già 3/4. Da qui ad assicurarti che in un anno sarà pronto, questo proprio non lo so. Come ti ho già accennato, io scrivo perché amo scrivere, però sono anche una lettrice accanita e da un po’ di tempo sto cercando di sponsorizzare gli autori esordienti, quindi impiego il poco tempo libero che ho a disposizione per leggere, leggere, leggere… e di tempo per scrivere ne avanza proprio poco!

Quel bacio al chiaro di luna, Simona MendoCon il genere “Romance” credi di aver trovato la tua dimensione definitiva o ti piacerebbe spaziare ad altri generi letterari?
Il romance che scrivo io è un po’ atipico perché alla storia d’amore unisco anche un po’ di violenza, un po’ di suspense, un po’ di giallo… ovvio, non tutto nello stesso romanzo! Diciamo che è un romance tormentato. Se devo essere sincera, mi piacerebbe, dopo tanta sofferenza, dedicarmi a una storia un po’ più “leggera”, divertente, frizzante, solo che non è poi così facile far ridere!

Qual è la fase più impegnativa, la stesura del romanzo o la sua promozione?
La promozione non mi pesa affatto, dedico ad essa molto tempo, escogito modi diversi, e faccio tutto con passione e dedizione. La fase più impegnativa in assoluto, per me, è il finale del romanzo. Perché? perché vorrei non finisse più!

Quale hai riscontrato sia il modo migliore per promuovere un tuo lavoro?
Come dico io, il modo migliore è “metterci la faccia”; so che sembra strano, ma i lettori, prima che ai tuoi romanzi, si affezionano a te come persona. Se sei una persona che sa farsi amare e benvolere, di conseguenza i tuoi romanzi saranno acquistati quasi a scatola chiusa. Io, per fortuna, sono così come mi vedete!

Editoria tradizionale o self- publishing per chi è alle prime armi? E perché?
Ti rispondo senza dubbio editoria tradizionale, perché non conta solo la promozione, è molto importante l’editing, la scelta di una cover accattivante… e per uno che è alle prime armi è molto difficile. Per me che sono negata in queste cose, poi, è impossibile!

Ultima domanda: puoi svelarci se stai lavorando alla stesura di un nuovo romanzo?
Come ho accennato prima, da agosto scorso sono dietro al quarto romanzo. Però, giusto per svelare un segreto fresco fresco, da qualche settimana mi è venuta un’idea strepitosa per un romanzo chick lit, che per ora è ancora in fase di studio… ma chissà…

Meraviglioso! Rimaniamo in grande attesa. Grazie Simona per la tua grande disponibilità.
Grazie a te!
Un abbraccio, ciao!
A te. Ciao!

A cura di Filippo Bombonato

Rispondi