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“L’amore brucia come zolfo”, Lucia Maria Collerone

L'amore brucia come zolfoDall’amore non si sfugge, soprattutto dalle amare conseguenze di quello che ne è spesso un surrogato, ossia la mera passione. Alcuni accampano scuse dicendo che siamo uomini, fatti di polvere e quindi posseduti dal marchio dell’incontrollabile impulso ad “amare”, altri preferiscono attribuire la colpa ad una predestinazione divina, altri ancora vi si abbandonano per poter trovare in esso un riscatto da un’esistenza molto precaria.
Dall’ultimo capolavoro di Lucia Maria Collerone, “L’amore brucia come zolfo” (edito per la collana “Partenogensi”, dicembre 2018), emerge il fatto che chi ama dovrà pure fare i conti con le conseguenze di ciò, ma non solo. È un romanzo di rara bellezza, una pregevole “manifattura” letteraria carica di verità cruda e dal forte impatto emotivo, raccontata con una sensibilità toccante.
Ambientato nel periodo dell’unificazione d’Italia, il romanzo è un’accurata “istantanea” sull’amara esistenza che si trascina dietro il povero ceto sociale siciliano, il quale trae sostentamento (molto precario) principalmente dal lavoro in miniera, un’occupazione misera, estenuante e fatta di rischi quotidiani (un giocare a dadi con la vita, più che un lavoro) ed è pure un affresco sullo stile di vita tanto luccicante quanto moralmente riprovevole dell’alta società, perlopiù composta da ricchi proprietari di miniere di zolfo. La Collerone racconta con grande disinvoltura narrativa molte realtà degne di nota: la crudeltà della povertà estrema e della fame, l’esistenza viziosa dei ricchi baroni e delle loro marchese, il sentimento religioso collettivamente vissuto come predestinazione alla sofferenza o al benessere, al peccato o alla virtù, in altre parole, una sorta di religiosità vissuta più come superstizione, tabù ed espiazione che come conforto proveniente da un Dio che ci conosce e ci redime dalla nostra natura caduca.
Per i viziosi Baroni del sud avere un figlio dalla propria amante segreta è una maledizione più che il coronamento di un sogno d’amore e l’unico modo per liberarsene è affidare il “mero prodotto dell’unione” alle suore. Quella era la prassi dell’epoca. In contrapposizione alla passione egoistica, c’è poi l’amore genuino di famiglie appartenenti al ceto sociale povero che scelgono di adottare tali figli illegittimi, pur tenendo nascoste le loro origini biologiche (era impensabile far venire a galla la verità circa il frutto di una relazione extraconiugale del Barone, il proprietario della miniera, perdendo così l’unica fonte di quel misero sostentamento su cui si poteva contare!).
Il romanzo dipinge una realtà fatta di ipocrisia e finzione, di gente che sa ma tace. Ciononostante, in mezzo a tanto scempio, ci sono ancora perle di genuinità e verità, persone disposte ad andare contro quel sistema ipocrita, come portabandiera di un’amore che, alla fine, non accetta di essere tradito e, prima o poi, rivendica la sua parte.
Lo stile della Collerone è fatto di attenzione ai dettagli, sia di oggetti e posti fisici che riguardanti sentimenti e temperamenti comportamentali delle persone. Ciononostante, l’approccio narrativo non è mai prolisso, anzi, “costringe” il lettore a proseguire avido nella sua immersione. Risulta alquanto difficile rimanere emotivamente “intaccati” dalla grande sensibilità con cui è narrata la storia di “L’amore brucia come zolfo”, un vero cimelio da annoverare tra i grandi romanzi che raccontano un momento cruciale della storia del nostro paese.

A cura di Filippo Bombonato


Titolo: L’amore brucia come zolfo
Autore: Lucia Maria Collerone
Editore: WriteUp Site
ISBN 978-88-85629-36-3

È possibile acquistare il libro su:

Sito ufficiale: https://www.luciamariacollerone.it/prodotto/amore-brucia-come-zolfo/
WriteUp Site: http://www.writeupsite.com/l-amore-brucia-come-zolfo.html

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