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“Pur che se ne parli”, Angelica Lubian

Angelica Lubian racconta: “Pur che se ne parli” è una riflessione sulla frenesia di volersi mostrare ad ogni costo, di voler esibire qualcosa di sé, non si sa bene cosa; un pò come il bambino che scalpita per farsi ascoltare ma poi, ottenuta l’attenzione, si dimentica quel che doveva dire. Mettere in mostra una facciata di convenienza e finire per dimenticare se stessi, non ricordare chi si è veramente e cosa si desidera.
È una canzone critica ma vorrei fosse un piccolo spunto propositivo per riflettere sul fatto che spesso perdiamo di vista i nostri obiettivi (degni di tale nome), lasciandoci sedurre da mete effimere, sprecando così quel bene prezioso che è il nostro tempo. Trovare qualcosa che ci scaldi il cuore, che ci riempia di passione e di gioia è una bella fortuna e penso che le più grandi soddisfazioni siano frutto di dedizione e impegno, attingendo ai propri talenti e coltivandoli.
Il video della canzone è stato girato sulle pendici delle prealpi friulane, in una zona da cui si gode di una spettacolare vista panoramica sulla vallata sottostante. Uno scenario naturale mozzafiato a cui fanno da contraltare “tecnologico” gli alti tralicci dei ripetitori televisivi. Mi piaceva questo contrasto, anche per esemplificare il concetto di comunicazione esasperata.

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PUR CHE SE NE PARLI (lyrics & music by Angelica Lubian)

Lo dico a tutti, che tutti mi sentano:
odio il freddo e non sopporto un altro inverno.
Tutti lo sappiano che dormo
con tre paia di calzetti ai piedi e no che non si può, proprio no!

Voglio che tutti, tutti ne parlino:
esco a cena con quell’attore, il mio grande amore.
Tutte mi invidiano perché
non sanno che sarò la cameriera della tavolata, è un dettaglio di facciata
e me ne son scordata, spesso io mi dimentico.

Pur che se ne parli, tanto bene tanto male tanto vale.
Come dei fratelli; abbracci, baci e sulla schiena colpi di coltelli.

Voglio che tutti, tutti mi guardino
prodigare il mio aiuto a chi soffre pene d’inferno.
Tutti mi plaudano mentre
offro un euro per la causa della fame sul pianeta; la coscienza è ripulita
e me la son cavata perché io non dimentico.

Pur che se ne parli, tanto bene tanto male tanto vale.
Come dei fratelli; abbracci, baci e sulla schiena colpi di coltelli.
Quello che conta non è quello che dico ma che risuoni forte l’eco.
Pur che se ne parli, bene o male cosa importa? Tanto è uguale.

I forget about me dimentico mi dimentico di me.
I forget about me dimentico mi dimentico di me.
I forget about me dimentico dimentico dimentico di me.

Pur che se ne parli, tanto bene tanto male tanto vale.
Siamo come dei fratelli; abbracci, baci e sulla schiena colpi di coltelli.
Quello che conta non è quello che dico ma che risuoni forte l’eco.
Pur che se ne parli, bene o male cosa importa? Tanto è uguale.

Credits:
Arranged & recorded by Angelica Lubian and Simone Sant at Entropia Studios Udine
Video director: Simone Vrech
Video guests: Louis Armato, Alessio Benedetti, Alessandro Scolz and Marzio Tomada

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