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Simona Arletti ci racconta del suo libro “Ocheti pocheti – Storia di quattro streghette pasticcione”

Simona Arletti

“Ocheti pocheti – Storia di quattro streghette pasticcione” è la prima opera letteraria di Simona Arletti, affermata specialista bolognese. Pubblicata a Marzo 2018, si tratta di una favola per bambini e per ragazzi che però ha la particolarità di essere rivolta anche ai loro genitori. Le illustrazioni sono a cura di Elena Godani. Abbiamo posto a Simona qualche domanda per conoscere meglio lei e la sua opera.

Ciao Simona, benvenuta su SpaceStars!
Parlaci di te e di com’è nata l’idea per il tuo primo libro “Ocheti pocheti – Storia di quattro streghette pasticcione”.
Come prima cosa, ci tengo a ringraziarvi per avermi dato la possibilità di partecipare a questa intervista… è per me un grande piacere ed onore!
Da 16 anni lavoro al recupero di bambini e ragazzi con diverse difficoltà (disturbi dell’apprendimento, ritardo cognitivo e dello sviluppo, autismo…) e ad un certo punto, non ho potuto fare a meno di constatare un denominatore comune a tutti… pur non esistendo mai un individuo uguale ad un altro (anche tra bambini con il medesimo disturbo), problemi di autostima pervadevano la personalità di ognuno di loro.
Pertanto, ho sentito il bisogno di creare qualcosa che sensibilizzasse a tale problema… che ponesse l’accento sulle dinamiche che intervengono quando i bambini e i ragazzi incontrano difficoltà di realizzazione personale e che al contempo, sottolineasse l’importanza di accettarsi per come si è.
Ho deciso quindi di farlo attraverso un canale a loro familiare e a tutti facilmente comprensibile, una narrativa ludica… una favola.

“Ocheti pocheti – Storia di quattro streghette pasticcione” è una favola rivolta ai bambini e ragazzi ma anche ai loro genitori. Cosa ha significato per te scrivere questo libro? Quale argomento hai voluto affrontare e perché?
Scrivere questo libro per me ha significato la possibilità di aiutare e sostenere i più giovani nelle loro difficoltà, ma anche poter informare gli adulti, redarguendoli sul fatto che i figli non devono essere visti (come spesso ho potuto osservare) una proiezione di sé stessi, in quanto sono individui che hanno una personalità propria, propri desideri e proprie aspirazioni, che non per forza devono coincidere con quelle dei genitori. Pertanto vanno accettati come tali, con i propri pregi e difetti.
L’essere umano può essere imperfetto ed è dalle reciproche differenze che nasce la meravigliosa unicità che ognuno di noi rappresenta.
Ecco perché questa favola affronta tre tematiche: i problemi di autostima che intervengono nei ragazzi, l’accettarsi per come si è e il vedere i propri figli non come proiezione di sé stessi.

Avere una buona autostima è importante per il benessere di ogni essere umano. Come consiglieresti di svilupparla nei bambini e negli adulti?
Una buona autostima parte proprio dall’accettazione di sé, che si ottiene sviluppando la consapevolezza che tutti possiamo sbagliare e nessuno “è” il proprio errore… se ci pensiamo, sin da piccoli, durante il processo di scolarizzazione, vengono sottolineati i nostri punti critici, le nostre debolezze, ma noi non siamo solo questo… noi siamo soprattutto ciò che sappiamo fare, questo fa la nostra personalità.
Un bimbo potrà non essere un abile lettore ma magari sarà bravissimo in uno sport o nel suonare uno strumento musicale…
Quindi l’accettare i punti deboli che ognuno ha, dando spicco a quelli che al contrario sono i punti di forza, rappresenta una buona partenza per arrivare ad una positiva concezione di sé.

Qual era il tuo libro preferito nell’infanzia e per quale motivo? Hai qualche fonte d’ispirazione nella vita e nell’arte?
Amo da sempre tutti i libri del Dr. Seuss!!
“Prosciutto e uova verdi”, “Il Lorax”, “L’uovo di Ortone”, “Il Grinch”, “Gli Snicci” e altri meravigliosi capolavori!
Tutti hanno qualcosa da insegnare,
quasi tutto da questo autore si può imparare…
prosciutto e uova verdi non voglio assaggiare?
Ma perché non provare, potrebbero essere buone da mangiare?
Insomma… lo avete capito, adoro le rime e il Dr. Seuss ne è un maestro!
Ed è per questo motivo che quando ho scritto il libro non ho potuto fare a meno d’inserire alcuni pezzi in rima!
Uscendo per un attimo dall’ambito della scrittura, mie fonti d’ispirazione costanti all’interno della mia vita professionale sono i miei grandi docenti il Prof. Guido Pesci, le Dott.sse Letizia Bulli e Paola Ricci, il Dott. Giuseppe Tomai e tutti gli altri splendidi specialisti che mi hanno formato in psicomotricità funzionale.

Considerata l’esperienza positiva, hai intenzione di scrivere altre opere letterarie? Se sì, potresti anticiparci qualcosa?
Sicuramente sì!! Io ed Elena Godani (mia grande amica ed illustratrice), stiamo in realtà già lavorando al proseguo.
Consiste in una raccolta di 12 favole. Ogni favola ha la caratteristica di riguardare una festa o un evento inerente un mese dell’anno.
A gennaio ad esempio troveremo una befana molto particolare, a febbraio due innamorati molto speciali… Tutte le favole, ovviamente, conterranno degli insegnamenti importanti e molte tratteranno temi di carattere sociale. Due di questi sono imparare ad accettare la “diversità” e, avendo lavorato con molti bimbi adottati, si parlerà di adozione.

Ringraziandovi ancora per l’intervista, se posso permettermi di fare l’ospite maleducato, vorrei approfittare per ringraziare una persona speciale… mio figlio Francesco, mio primo lettore, critico giusto ed imparziale e grande amante della lettura…

Grazie a te Simona per aver risposto alle nostre domande!

A cura di Elisa Casazza e Sole Wizard


Alcuni siti dove acquistare online “Ocheti pocheti – Storia di quattro streghette pasticcione”:
AlbatrosAmazonIbsFeltrinelliMondadori
Parte del ricavato dalla vendita di questo libro sarà destinato alla realizzazione e al sostegno dei laboratori solidali di scrittura LetterariaMente (AMREF).

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