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Swan “Bones”


Dopo “Tonight we play arcade”, brano dal forte tiro che le ha dato la possibilità di esibirsi in diversi contest musicali regionali e nazionali, Swan esce con il suo secondo single dal titolo “Bones” (disponibile su YouTube a partire dal 19 dicembre 2018, oltre che su Spotify). Si tratta di una canzone meno immediata rispetto al singolo di debutto ma molto affascinante, uno di quei brani che, come succede spesso in ambito pop (e non solo!), non ti sorprendono al primo ascolto ma ti si infilano sotto pelle man mano che li riascolti. In esso si trovano sapori dark, sia nel testo che nelle sonorità che ammiccano a certo darkwave in stile Depeche Mode. A stemperare l’inquietudine degli arrangiamenti, c’è la calda voce di Anna Colombo. Non manca la componente dance, leitmotiv dello stile Swan. Nel suo approccio cantautorale, confluiscono molti elementi sonori diversi fra di loro, i quali fanno riferimento a nomi celebri del panorama musicale internazionale, dagli Eurythmics ai Portishead, da Madonna (anni ’90) ai Depeche mode, dai Gazebo ai Massive Attack. E la lista potrebbe continuare. Eppure il suo stile rimane molto personale e cucito su misura per la sua voce e per la sua soggettiva concezione di musica syhnt-pop dal “retrogusto” dark.
Swan, BonesIl testo, intrigante nella sua poetica “gotica”, inneggia alla notte con le sue luci ingannevoli come temporanea fuga dalle proprie paure, le quali dimorano opprimenti dentro di noi come fantasmi. Ed è per questo che dal momento in cui decidi di chiudere gli occhi e di lasciarti andare, le notti sono da “succhiare fino all’osso”, ossia da godere fino all’ultimo battito del cuore. È vero che allo spegnersi delle luci della notte che ti ha tenuto vivo si ripresenta la disillusione di un ritorno alla realtà, ma perlomeno quel battito forte del cuore e quel “seguire la luce rossa” ti ha sufficientemente “anestetizzato” dalla paura e dal dolore.

Il singolo è anche questa volta accompagnato da un efficace videoclip realizzato da Francesca Gallina. È basato sull’incontro casuale di un ragazzo e una ragazza, entrambi “vittime della notte” che, in un negozio di dischi, mettono le mani sullo stesso cd, ossia su “Bones” di Swan. Da lì inizia il loro breve e fugace viaggio in una notte da “succhiare fino all’osso”, tra un pub, un luna park e una complicità che li porta, mano nella mano, tra le vie della città, fino all’arrivo dell’alba. Insieme alla notte, finisce pure il loro viaggio assieme, però rimane una canzone per ricordare quella fugace complicità, ossia “Bones”. Interessanti gli effetti “low-fi” tipici dei lettori VHS anni ’90 che si possono notare durante i primi piani di Anna Colombo.
Swan ha realizzato un altro brano di qualità, intrigante, forse più sofisticato del suo singolo di debutto. Lunga vita al synth-pop nostrano, quello ben fatto e che si fa ricordare!

A cura di Filippo Bombonato


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