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Lucia Maria Collerone

Lucia Maria Collerone ci racconta del suo libro “L’amore brucia come zolfo”

A volte si ha il piacere di incontrare nel proprio cammino e di intervistare persone straordinarie. È quello che è successo a me con Lucia Maria Collerone, scrittrice, docente, ricercatrice ed instancabile studiosa di nuovi metodi didattici, con un occhio di riguardo per le scienze cognitive. Salve Lucia, è un enorme piacere poterla intervistare. Sono rimasto affascinato dal suo ricco ed entusiasmante curriculum. Lei è un’insegnante di lingue straniere, una scrittrice di narrativa e saggistica, una ricercatrice freelance sulla cognizione, docente presso una lista interminabile di seminari e corsi di formazione per insegnanti e non solo. È fondatrice della piattaforma on line “Liberamente imparo” nella quale espone la realizzazione di metodologie didattiche “brain fiendly” ed inclusive, ha realizzato persino trasmissioni radio che vertono sempre sul tema dei metodi didattici, con un occhio di riguardo per le scienze cognitive. Questo è solo un brevissimo sunto della sua “iperattività” creativa. Volevo chiederle, prima di tutto: ‘Come trova il tempo per fare tutto ciò?’ Organizzo il mio tempo, decido le priorità, non resto mai senza fare qualcosa, dormo molto …

L'amore brucia come zolfo

“L’amore brucia come zolfo”, Lucia Maria Collerone

Dall’amore non si sfugge, soprattutto dalle amare conseguenze di quello che ne è spesso un surrogato, ossia la mera passione. Alcuni accampano scuse dicendo che siamo uomini, fatti di polvere e quindi posseduti dal marchio dell’incontrollabile impulso ad “amare”, altri preferiscono attribuire la colpa ad una predestinazione divina, altri ancora vi si abbandonano per poter trovare in esso un riscatto da un’esistenza molto precaria. Dall’ultimo capolavoro di Lucia Maria Collerone, “L’amore brucia come zolfo” (edito per la collana “Partenogensi”, dicembre 2018), emerge il fatto che chi ama dovrà pure fare i conti con le conseguenze di ciò, ma non solo. È un romanzo di rara bellezza, una pregevole “manifattura” letteraria carica di verità cruda e dal forte impatto emotivo, raccontata con una sensibilità toccante. Ambientato nel periodo dell’unificazione d’Italia, il romanzo è un’accurata “istantanea” sull’amara esistenza che si trascina dietro il povero ceto sociale siciliano, il quale trae sostentamento (molto precario) principalmente dal lavoro in miniera, un’occupazione misera, estenuante e fatta di rischi quotidiani (un giocare a dadi con la vita, più che un lavoro) …