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Diorhà

Intervista alla solare cantautrice “Diorhà”

Quando si ha il “sole dentro di sé“ riuscire ad arrivare al cuore delle persone diventa immediato e semplice! Ed è questo il grande dono che possiede la cantautrice foggiana Angela Pinto, in arte Diorhà, alla quale ho avuto il  grande piacere di porre alcune domande per conoscere meglio il suo percorso artistico. Ciao Diorhà, benvenuta su SpaceStars! Raccontaci un po’ di te, dalla scelta del tuo nome d’arte a quando hai iniziato a muovere i primi passi come cantautrice. Diorhà è ispirato dalla divinità egizia Ra, dio del sole, e ancor di più da una caratteristica con la quale in tanti mi descrivono, “solarità”, cercavo un nome che mi rappresentasse, che fosse immediato, originale e musicale. Ho cominciato quello che io amo definire il mio viaggio musicale nel 2013 proponendo nei live le mie canzoni in versione acustica. Sicuramente la musica fa parte della mia vita da sempre, ho avuto anche altre esperienze con il teatro e il canto, ma sentivo che la mia strada era quella del cantautorato. Cosa rappresenta per te la “musica”? …

Diorhà “Quello che non vedi”

Diorhà (all’anagrafe Angela Pinto), cantautrice foggiana, non è di certo un’artista alle prime armi. Forte di due album originali, Sogni (2014) e Riflesso (2016), nonché vincitrice del premio nazionale “Donne d’autore” nel 2016 con il brano “Davanti a un caffè” e speaker radiofonico, Diorhà ci regala un singolo decisamente immediato, ossia, “Quello che non vedi” (15 giugno 2018), un inno easy-listening al desiderio di rialzarsi dalle ceneri di una relazione problematica, senza torto né rancore, bensì decidendo di intraprendere un’altra strada, quella di “cantare la vita”. Il testo ci regala frasi molto evocative, tipo “Sai com’è sentirsi sola anche quando sono con te, quando anche il mio riflesso se ne frega ormai di me” e ancora “Non sarò mai l’ideale, la regina e tu il mio re, inguaribile difetto di non esser come te”. Da un punto di vista prettamente vocale, la voce e il suo approccio canoro ricordano molto Giusy Ferreri e qualcosa di Nina Zilli, però con meno fronzoli e cliché esterofili. Il tessuto musicale, il quale deve molto agli arrangiamenti impeccabili di …