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“Chissà se al Liga fischiarono le orecchie” di Anna Pasquini

Questa “nostalgia canaglia” che ci porta a perderci nei meandri dei ricordi di gioventù! Si potrebbe riassumere un po’ così il senso del romanzo breve di Anna Pasquini, un piccolo capolavoro di immediatezza e freschezza narrativa. Già dal titolo si intuisce il contesto adolescenziale nel quale si svolge il percorso narrativo dei fatti, un breve, intenso e nostalgico viaggio attraverso gli anni ’90 dei giovani liceali. Per i quarantenni come me, la lettura di “Chissà se al Liga fischiarono le orecchie” (Argento vivo edizioni) è un dolcissimo viaggio a ritroso nel tempo, tra banchi di scuola sfatti e imbrattati, tra dediche d’amore sui muri del liceo, con la musica dei Nirvana in cuffia e tanta sublime ingenuità di sogni adolescenziali nascosti nelle tasche di uno zaino Invicta. Il Liceo Glaucone di Roma è l’ambientazione del romanzo. Anna Pasquini narra in prima persona, raccontando avvenimenti e sentimenti che tutti noi abbiamo vissuto: la paura delle interrogazioni, il disagio dell’adolescente e quel suo carattere fragile che si scontra con la forza degli ideali, l’attenzione al look come …

Caleido

“E poi ci rido su”, Caleido

I Caleido sono una band toscana di indie-rock che nel suo stile presenta elementi di cantautorato all’italiana. È un gruppo che racconta la quotidianità sotto diversi punti di vista, in modo semplice e spontaneo. “E poi ci rido su” è il loro album d’esordio, uscito all’inizio del 2019 per “Lumaca Dischi”. È un lavoro sicuramente immediato e molto radiofonico, adatto ai gusti dei giovani che amano un certo rock nostrano che non disdegna la canzone italiana d’autore. “Polaroid” è classico rock nostrano con un ritmo serrato quasi punk ma con arrangiamenti più morbidi. “Cosa ne pensi di fermare il tempo e farlo respirare?” esprime in una domanda il senso dell’intero brano, una canzone carica di ricordi e nostalgia. A volte rimane soltanto una Polaroid, appunto, di tutto il tempo che si ha vissuto. “Miele” è lo struggente racconto di un amore fugace finito in disillusione (“Parli con gli occhi, con la violenza di un errore, aver creduto di star bene nel regalare il cuore… sei tu che non mi guardi quando sorridi, che ascolti il …

Cose difficili

“Cose difficili”

Il 2019 è l’anno di grazia per la band calabrese “Cose difficili”, è uscito il 12 aprile il loro EP di esordio dal titolo omonimo. Si tratta di una playlist di cinque brani di R’n’B all’italiana nel quale i suoni elettronici imperversano. La band è frutto dell’incontro avvenuto nel 2017 tra il cantautore Mattia Tenuta e il dj/producer Giuseppe Rimini, ai quali si aggiunge, in seguito, il bassista funky Mario D’Ambrosio. Incontri non di certo casuali. In “Cose difficili” ci sono molte citazioni, riferimenti e tributi sia a “mostri sacri” del R’n’B e del funk americani, come Luther Vandross e Curtis Mayfield che ad esponenti nostrani degli stessi generi quali Ainé e Serena Brancale. L’EP apre con “Favola di plastica”, un brano nusoul e funk forte di una sezione ritimica elettronica efficace ed accattivante. La voce di Tenuta è di impostazione decisamente esterofila e ricorda cantanti italiani anch’essi che guardano oltre oceano quali Alex Baroni e Marco Mengoni, con in più una timbrica leggermente nasale che ricorda vagamente quella di Eros Ramazzotti. Il basso di …